Bevagna e il paese del caos. Detta cosi, chi č in cerca della pace tipica dei borghi umbri potrebbe fuggire a gambe levate, ma niente paura: il caos di Bevagna, gioiello medievale che gli antichi Romani chiamavano Mevania,
č solo architettonico, ed e un caos "calmo", evocativo, stilizzato dal tempo.
Basta recarsi nella centrale Piazza Silvestro, sublime nella sua irregolaritį, per capire come l'armonia possa nascere dalla confusione di stili, storie, epoche che si mescolano.
Da un lato, espressione dell'egemonia comunale, ecco il Palazzo dei Consoli, costruito nel 1270, con il suo elegante prospetto in travertino e arenaria e l'ampia loggia che ci introduce al Teatro Torti, costruito nel 1886.
Tutt'intorno, il potere ecclesiastico e rappresentato da ben tre chiese. Si parte da San Michele, edificata nel XII seicolo, con facciata in travertino a coronamento orizzontale e all'interno un magnifico crocifisso del Quattrocento.
San Silvestro, stessa epoca, con facciata in parte incompiuta, va ammirata per la suggestiva semplicitį, sintetizzata da un "cuore" di tre austere navate percorse da massicce colonne a capitelli corinzi.
Infine merita senz'altro una visita la chiesa di San Domenico, che si annuncia con un superbo portale del Trecento: un tocco di grazia in una piazza che fa incetta di altri stili, in un mix quasi eccessivo, eppure mai fastidioso.
Ti trovi davanti la fontana in finto gotico ottocentesco e, poco pił in lį, la colonna romana a capitello corinzio, sola soletta, quasi a voler dire che qui a Bevagna Roma c'era, c'era eccome!
In effetti Livio ricorda la celebre battaglia di Mevania, intorno al 300 a.C, anche se gli storici hanno qualche dubbio sulla data esatta: certo č che, a parte la colonna solitaria, fregi e rovine romane si trovano un po' ovunque,
se non altro perchč qui le case medievali sorgono su preesistenti edifici del I e II secolo, primo tra tutti il teatro romano, che dal pendio si affacciava sulla Via Flaminia.
Ecco allora spuntare, oltre i vicoli del centro, la facciata posteriore di un tempio e il frigidarium delle terme, formato da nicchie decorate a mosaico con tessere bianche e nere, nonche un bellissimo mosaico del II secolo
che rappresenta il fondale marino.
Una delizia, magari un po' fuori posto in un paese che di mare non ha nulla: ma si sa, il caos non prevede la normalitą.