Bisogna fare molta, molta attenzione quando si percorre il tratto umbro dell'Autostrada del Sole: a un certo punto si tende ad alzare lo sguardo e a puntarlo all'orizzonte, verso una meraviglia arroccata su un'altura.
Quando poi il cartello stradale dice "Orvieto", la meraviglia è li sulla destra, sontuosa, a picco su una gigantesca roccia tufacea. Non si può non fermarsi. Non si può non lasciare l'auto al parcheggio della stazione ferroviaria e
apprestarsi a vivere il grande sogno salendo con la funicolare che, in meno di due minuti, porta in alto, tra i vicoli della cittadina che tutto il mondo ci invidia.
C'e un obbligo assoluto per quanti arrivano a Orvieto: andare a vedere subito il Duomo. Considerato tra i massimi capolavori dell'architettura trecentesca italiana, fu costruito a partire dal 1290 per iniziativa di
papa Nicolò IV e i lavori durarono circa quattro secoli.
II pezzo forte e la straordinaria facciata, concepita da Lorenzo Maitani, che colpisce per l'eccezionale equilibrio di linee e la chiarezza delle forme: e percorsa da quattro pilastri a fascio che partono da uno zoccolo di piloni e
culminano in un coronamento a guglie. All'interno, diviso in tre navate da colonne e pilastri dai notevoli capitelli, cinque cappelle semicircolari con affreschi del Trecento e del Quattrocento "scortano" il visitatore fino alla cappella di San Brizio
, sulla destra, vero capolavoro rinascimentale affrescato da Beato Angelico e da Luca Signorelli sul tema del Giudizio Universale.
Nel braccio sinistro della chiesa, un ampio portale gotico segna l'ingresso alla cappella del Corporale, aperta nel 1350 e affrescata da Ugolino di Prete Ilario, che vanta il cosiddetto reliquiario del Corporale,
capolavoro di oreficeria smaltato a traslucido da Ugolino di Vieri, risalente al 1337.
Oltre alla cattedrale, la città annovera testimonianze artistiche e architettoniche che risalgono indietro nel tempo sin quasi alla comparsa dell'uomo in questa zona.
Nell'attuale Piazza della Repubblica, per esempio,
si pensa che si trovasse il foro deirabitato etrusco, e da qui venne rifondata la città in epoca altomedievale.
L'antica chiesa di Sant'Andrea e il simbolo della piazza e merita una visita, se non altro per la bellissima torre dodecagonale.
Orvieto ha moltissimi altri monumenti da scoprire, ma se il tempo che avete a disposizione e poco, concedetevi anche un'Orvieto diversa: quella underground. Si, perche il sottosuolo della città e un'altra città, misteriosa e suggestiva, che si può visitare senza problemi grazie a guide esperte e qualificate. Esempi delle meraviglie sotterranee sono il pozzo di San Patrizio, incredibile opera geoidraulica fatta costruire da papa Clemente VII nel Cinquecento, e il suggestive complesso ipogeo del mulino di Santa Chiara. Si tratta di una serie di ambienti dotati di pozzo, cui si accede
direttamente da Piazza del Duomo, utilizzati fino al XIX secolo come frantoio e poi adibiti a cava di pozzolana.